Le contusioni nei bambini
I bambini non stanno fermi un attimo, si sa, ed è facile che mentre corrono, o giocano possano cadere e farsi male. Si dice anche che i bambini sono fatti di gomma perché per fortuna il più delle volte si procurano solo delle contusioni. Il termine contusione indica un piccolo trauma che interessa la parte più superficiale del corpo, che dà luogo ad una rottura dei capillari, senza ferite sulla pelle. Il sangue, non potendo fuoriuscire, si sparge sottopelle e forma una ecchimosi, che è il livido viola-scuro che si vede nel punto dell'urto e che è dolorante al tatto. Lentamente questo sangue viene degradato da cellule specifiche e il colore del livido cambia da viola-scuro ad azzurro-verde e alla fine dopo circa due settimane, scompare.
Quando il travaso di sangue è più abbondante, si parla di ematoma.
In caso di contusioni, basterà trattare la parte colpita con del ghiaccio: serve a restringere i vasi sanguigni, per evitare la formazione del livido, riduce il gonfiore e diminuisce il dolore perché anestetizza i tessuti. Chiaramente non bisogna mettere il ghiaccio direttamente a contatto con la pelle per il rischio di ustioni da freddo: in mancanza della borsa del ghiaccio, basterà metterne un po' in un sacchetto di plastica e avvolgerlo in uno strofinaccio da cucina (se il ghiaccio manca, è sufficiente un sacchetto di surgelati).
Maggiore attenzione andrà posta se il bambino ha sbattuto la testa: in questo caso bisognerà controllarlo per qualche ora per accertarsi che non ci siano i sintomi di un trauma cranico (cioè vomito, vertigini, riflessi e movimenti lenti, oppure agitazione) e se presenti chiamare subito un medico.
Anche le contusioni al torace e all'addome devono essere tenute sotto controllo: se il bambino respira a fatica, è pallido, suda molto o prova dolore molto forte, è necessario portarlo subito al pronto soccorso.