Il bambino e i compiti a casa
La croce di ogni genitore il cui figlio ha cominciato ad andare a scuola? Fargli fare i compiti a casa.
Non entro nel merito della validità o meno di questa prassi: ogni insegnante gestisce come meglio crede il suo lavoro.
Sta di fatto che, da genitori, bisogna evitare i comportamenti estremi. Quindi evitiamo sia di fare i compiti al posto del bambino, sia il disinteresse assoluto verso gli stessi.
Il bambino deve sapere che ci siamo e se ha bisogno di un aiuto, deve abituarsi a richiederlo.
Potremo invece aiutarlo ad organizzare il momento dello studio fissando insieme a lui un orario e un posto specifico per fare i compiti. Verificheremo se per esempio si concentra di più stando da solo nella sua cameretta, o se riesce meglio stando in soggiorno o in cucina, insieme al resto della famiglia, e gli faremo scegliere il posto che preferisce.
Se poi dovrà fare un lavoro lungo e noioso, potremo sederci vicino a lui ma non limitandoci ad osservarlo e basta. Ci terremo occupati con qualche nostro lavoretto così gli faremo capire che ognuno ha i propri compiti da svolgere e li svolge.
Una cosa da evitare assolutamente è la critica spietata verso l'insegnante che gli ha dato i compiti a casa e verso il suo metodo di insegnamento. Non è bene sminuire l'insegnante davanti al bambino: lo stesso crederà che la sua insegnante non è in grado di svolgere il suo lavoro e non presterà più attenzione alle sue lezioni, e ciò andrà solo a scapito del bambino stesso. In caso di perplessità o se si hanno critiche da muovere all'insegnante, è più corretto richiedere un appuntamento con la stessa e discuterne di persona.