JAK, una banca etica e cooperativa.

Pubblicato il da l'antro-di-anto

 

Sembra un'utopia:

poter chiedere un prestito e non essere soffocato dagli interessi passivi.

 

In Svezia esiste già da 1973 questa utopia: si chiama JAK, da Jord (terra), Arbete (lavoro) Kapital (capitale), ed è una banca etica e cooperativa, i cui soci-risparmiatori (attualmente 38.000) non hanno interessi sul capitale versato, ma in caso di necessità, possono richiedere prestiti pagando solo una commissione per i costi di gestione della banca.

Questo modello di banca si differenzia dal modello di banca a cui noi siamo abituati: non ha sportelli operativi con migliaia di dipendenti, ma solo una sede con pochi dipendenti che supportano le esigenze dei soci con servizi di assistenza telefonica e di home-banking sul web, e le uniche operazioni che è possibile fare sono di versamento o richiesta di finanziamento.

Il suo unico scopo è quello di raccogliere denaro per poterlo poi prestare al socio che ha una qualsiasi necessità di liquidità.

Il funzionamento è molto semplice:

  • sui capitali versati, i soci-risparmiatori ricevono dei punti risparmio, che si accumulano ad ogni deposito e nel tempo.

  • Poiché il capitale che verrà concesso in prestito è reale e proviene esclusivamente dai depositi dei soci, lo stesso non è gravato da oneri (prestando solo ciò che si ha, non si rientra nel gioco dei mercati finanziari)

  • Di conseguenza a chi chiederà un prestito verrà solo richiesta una cauzione (restituita alla fine del rimborso) e verranno decurtati solo i punti risparmio accumulati (al posto di pesanti interessi passivi); se questi non fossero sufficienti a compensare il prestito, basterà che il socio effettui depositi successivi sul proprio conto per mantenere in equilibrio il sistema.

 

Il vantaggio è più che evidente: poiché la somma da rimborsare è maggiorata solo di una piccola commissione, il debitore sarà in grado di estinguere più rapidamente il suo debito con minore fatica e più persone potranno accedere ai prestiti per le loro necessità, a tutto beneficio dell'economia reale.

 

Anche in Germania, Spagna, Finlandia, Danimarca e Olanda si è diffuso questo nuovo modello di intendere la banca.

 

E in Italia?

 

Il 13 settembre 2008 si è costituita anche in Italia l'Associazione culturale JAK Bank Italia per mettere le basi su cui fondare questo tipo di esperienza.

Il 18 novembre 2011 è stato fondato il Comitato Promotore per la costituzione della Banca Popolare Jak Italia, ente che ha avviato l’iter per ottenere le autorizzazioni necessarie all’esercizio dell’attività bancaria.

 

Per il momento il progetto è avviato, purtroppo non si sa quando potrà essere operativo.

 

Io ho trovato molto interessante questo tipo di iniziativa, e non vedo l'ora che sia applicata anche qui da noi.

 

Per maggiori informazioni ecco il Video JAK

 

 

 

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T
In effetti potrebbe essere una buona soluzione, utile anche per sbloccare la difficiler situazione edilizia perchè se le banche non concedono mutui o le persone non possono permetterseli a tassi<br /> alti, in molti non possono comprare una casa e se nessuno compra una casa le imprese edili rimangono senza lavoro.
Rispondi
L
<br /> <br /> Il punto è proprio questo, ma depositare senza interessi potrebbe non essere accettato, proprio come principio. Ma di fatto quanto pagano le banche per i soldi che noi versiamo? Tranne qualche<br /> banca che sbandiera un tasso iniziale molto allettante, (che darebbe da verificare bene), per il resto?<br /> <br /> <br /> E pensiamo mai che gli interessi passivi di tutti i mutui concessi ricadono indirettamente anche su di noi quando compriamo qualsiasi cosa?<br /> <br /> <br /> Rinunciando alla chimera degli interessi, ognuno potrebbe fare molto per sè e per gli altri.<br /> <br /> <br /> <br />