Che fine ha fatto il progetto JAK?

Pubblicato il da l'antro-di-anto

 

Esattamente un anno fa avevo sentito parlare di questo JAK e la cosa mi aveva talmente entusiasmata che avevo voluto condividere sul mio blog l'idea di questo progetto, che in altri Paesi era già realtà da diversi decenni.

Come scrivevo nel mio precedente articolo ( JAK, una banca etica e cooperativa. ), già dal 2008 si erano create le basi per portare anche in Italia questo tipo di esperienza, con la costituzione di una associazione culturale prima, seguita poi nel 2011 dalla fondazione di un Comitato promotore per la costituzione della Banca Popolare Jak Italia, ente che aveva avviato l'iter per ottenere tutte le autorizzazioni necessarie per questo tipo di attività.

 

Che fine ha fatto questo progetto di banca etica e cooperativa?

 

Di banca che non persegue un fine di lucro, ma che si prefigge di abolire la speculazione sugli interessi, propria di tutte le banche?

 

Di banca che prestando ai soci solo somme di denaro depositate da soci-risparmiatori, (e quindi condividendo solo denaro reale), dà concretamente una mano all'economia ?

 

Certamente la grave crisi economica che stiamo attraversando non aiuta lo sviluppo di questo progetto, e riuscire a risparmiare del denaro è sempre più un'utopia; oggi infatti per “risparmio” si intende purtroppo solo il “non consumo” di qualcosa e non come per il passato, l'accantonamento di somme per necessità future.

Questa dura realtà a mio avviso ha rallentato, se non congelato, lo sviluppo di questo progetto che avrebbe avuto (e avrà) benefiche ripercussioni su tutti.

 

Nella mia qualità di casalinga di provincia, resto in fiduciosa attesa che il progetto possa riprendere presto vigore e che si arrivi alla sua attuazione.

 

Può sembrare solo una chimera, ma se negli altri Paesi la cosa funziona, perché non dovrebbe funzionare anche da noi?

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